lunedì 25 settembre 2017

Tratto XLI.5 – Basta


[Dialogante 1]  Perché dici che l’uomo qualunque non esiste?
[Dialogante 2]  Perché o lo siamo tutti o nessuno lo è.
[Dialogante 1]  Molto democratico!
[Dialogante 2]  Comunque, la democrazia non è cosa da scherzarsi su, specie quando, come adesso, la crisi colpisce soprattutto lei.
[Dialogante 1]  La credi in pericolo?
[Dialogante 2]  Forse non la democrazia in generale, alla quale non vedo alternative possibili, ma l’attuale modello che stento addirittura a definire ‘democratico’.
[Dialogante 1]  Eppure si basa sul consenso popolare, espresso da una maggioranza numerica.
[Dialogante 2]  È proprio questo il punto: la maggioranza numerica è facilmente manovrabile, come infiniti esempi storici dimostrano. Basta. Berlusconi a legarla per decenni all’insipienza di un progetto sognato.
[Dialogante 1]  Quanto al denaro, non per tutti è solo sognato; molti sono i ricchi che la attingono direttamente dalle tasche dei poveri e per di più con il loro assenso.
[Dialogante 2]  La democrazia richiede un’adeguata formazione del pensiero. E questa formazione nessuno la dà. Quando si dice che la scuola ha da essere libera e l’educazione a discrezione delle famiglie, e si sa che queste sono teleguidate da ideologie orientate acriticamente sul guadagno e sul consumo, è ovvio che i risultati siano quelli che vediamo quotidianamente.
[Dialogante 1]  Manca del tutto, in particolare nella scuola, un ‘educazione’ politica, la formazione di una coscienza democratica, in mancanza della quale il prevalere del ‘numero’ finisce per essere quanto di più antidemocratico si possa pensare.
[Dialogante 2]  E come mai manca?
[Dialogante 1]  Nessun politico ha un vero interesse allo sviluppo dell’autocoscienza perché teme di perdere il controllo sul suo elettorato. In questo la sinistra non è granché meglio della destra. E quelli che dovrebbero avere le idee più chiare incomprensibilmente tacciono o hanno perduto ogni speranza.

[Dialogante 2]  Insomma la situazione non ha via di uscita…

domenica 24 settembre 2017

Tratta XLI.4 – ... la ragione del suo grande successo…


[Dialogante 1]  Stando a ciò che ci siamo detti, non è tanto Berlusconi a preoccupare, quanto la matrice che lo ha prodotto…
[Dialogante 2]  … matrice che in larga misura connessa ai suoi avversari. Quando si sente lamentare, da ambedue le parti, la perdita di competitività, il calo della produzione – del PIL – la disaffezione dei mercati senza che neppure si considerano criticamente i concetti di competizione, produttività, mercato e simili, c’è da domandarsi dove sta la differenza.
[Dialogante 1]  Il fatto è che quei concetti sono considerati da tutti come primari, cioè non bisognosi di revisione critica, quand’è evidente che sono loro ad essere oggi in crisi e, oltre, cause di un possibile fallimento a catena.
[Dialogante 2]  Non è sufficiente che in una popolazione di decine di milioni di individui potenzialmente pensanti solo pochi lo siano veramente e, per di più, persino inosservati nella moltitudine vocianti a vuoto: “Silvio, Silvio!”, …
[Dialogante 1]  … o, un tempo, “Duce, duce!”, o, altrove: “Stalin, Stalin!”.
[Dialogante 2]  È strano, ma proprio la facoltà di cui più andiamo orgogliosi perché riteniamo che meglio ci distingue dagli (altri) animali, è la prima cui abdichiamo se qualcuno si offre di pensare per noi…
[Dialogante 1]  … e neppure ci curiamo di verificare se sa pensare.
[Dialogante 2]  … Berlusconi, per esempio, sa pensare molto bene agli affari suoi, molto meno a quelli degli altri, soprattutto se non sono amici suoi o suoi possibili elettori.
[Dialogante 1]  Per esempio i terremotati dell’Aquila per un certo tempo sono stati suoi amici – potenziali elettori – , trascorso il quale sono precipitati nell’anonimato indifferente, …
[Dialogante 2]  … così come per ogni fatto di cronaca.
[Dialogante 1]  Insomma Berlusconi non è che la copia ciclostilata dell’Uomo Qualunque,
[Dialogante 2]  … ma in carne e ossa, non sono stampato sulla testata di un giornale.
[Dialogante 1]  Ed ecco spiegata la ragione del suo grande successo…
[Dialogante 2]  … solo che l’‘uomo qualunque’ non esiste, mentre lui si.


sabato 23 settembre 2017

Tratta XLI.3 ... Come si spiega tutto questo?


[Dialogante 2]  Hai parlato di un ‘tratto di strada’ o di una tratta come quelle che stiamo faticosamente percorrendo?
[Dialogante 1]  Darei la preferenza al termine indefinito ‘tratto’ anziché ‘tratta’, con cui designiamo in genere un percorso delimitato in equivoca mente a un inizio e da una fine.
[Dialogante 2]  Vorrei ritornare alla tratta che possiamo identificare col nome di Berlusconi, anche se provvista di discontinuità e non ancora (fine settembre 2011) di una fine. La disapprovazione per quanto da lui operato ma soprattutto non operato è ormai pressoché unanime e allora c’è da domandarsi se Berlusconi è a tal punto cambiato dal 1994 a oggi da giustificare questo voltafaccia.
[Dialogante 1]  A me sembra che tutt’al più si sono accentuati con l’età certi aspetti secondari alla sua personalità, ma che nell’insieme questa fosse chiaramente delineata fin d’allora. Già l’aver denominato il suo partito con l’epiteto calcistico ‘forza Italia’ la dice lunga sulla sua visione dell’Italia e della politica.
[Dialogante 2]  Una visione populistica senza alcuno spessore politico…
[Dialogante 1]  … ma accettata e osannata da una stragrande maggioranza.
[Dialogante 2]  Allora è questo il problema, non Berlusconi, …
[Dialogante 1]  … tanto più che questa maggioranza si è mantenuta intatta fin dopo le prime inequivocabili manifestazioni del vuoto politico che esse coprivano.
[Dialogante 2]  Come si spiega tutto questo?
[Dialogante 1]  Le spiegazioni sono probabilmente molteplici: dalla debolezza dell’opposizione – che perseguiva in fondo gli stessi segni, anche se con maggiore consapevolezza – al tacito assenso, fino a oggi, della Chiesa, alla superficiale identità con il capitalismo mondiale…
[Dialogante 2]  … e soprattutto alla comune ideologia, cui sono tuttora ispirati gli istituti formativi e la maggioranza delle centrali informative (RAI, televisione, editoria…).
[Dialogante 1]  In altre parole Berlusconi sarebbe un prodotto della cultura produttivista e consumistica tal quale i suoi fans ed elettori: la conseguenza di un modello culturale oggi dilagante anche fuori dall’Occidente euroamericano.
[Dialogante 2]  Più che conseguenza, prototipo, anche se in forma caricaturale…


mercoledì 20 settembre 2017

«Fra le tante invenzioni della tecnologia moderna c'è quella della conversazione a distanza. Di cui appunto stiamo sperimentando il potere. Leggere di più ... Però la cosa mi sembra si fa interessante quando la conversazione non si limita a una semplice esposizione da parte di qualcuno, perlopiù su di se stesso. Questo appartiene al mondo della pubblicità, non a quello della conversazione. A me sembrerebbe più interessante se si riuscisse a conversare non dico come se si fosse seduti nella stessa stanza davanti ad una tazza di caffé, ma comunque con una certa agilità, rispondenza dell'uno all'altro...»