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È difficile dubitare che è proprio l’ideologia del progresso a costituire oggi il pericolo maggiore per l’umanità, anzi per la vita tutta. Forse un progresso non ideologico, che potremmo chiamare ‘naturale’ perché scandito sul ritmo delle trasformazioni genetiche, potrebbe concederci ancora qualche millennio di sopravvivenza, noi però lo percepiremmo come regresso e lo rifiuteremmo.
domenica 20 novembre 2011
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