domenica 12 gennaio 2014

Tratta II.3 – Parentesi


3.
[Dialogante 2]                  Propongo di chiudere la parentesi manniana, anche perché ti ho visto imboccare una via nostalgica e autobiografica che non vorrei vederti proseguire perché pericolosa alla tua età.
[Dialogante 1]                  Effettivamente il pericolo c’è: quando il futuro si accorcia, il passato prende il sopravvento e soffoca quel poco di futuro che è rimasto. Ti ringrazio per l’avvertimento.
[Dialogante 2]                  Credo comunque che di parentesi come questa ce ne saranno nel seguito più di una. Anzi, qualcosa mi dice che finiranno per farne la parte del leone.
[Dialogante 1]                  Un libro fatto di parentesi? Non male come idea…

giovedì 9 gennaio 2014

Tratta II.2 – Invasato...


2.
[Dialogante 2]                  Non è per caso che hai tirato fuori il termine “Beziehung” (rapporto) e il nome di Thomas Mann per fornire un autorevole appoggio al libro che non scriverai mai? Tratte sono infatti le congiungenti di punti spazialmente separati tra cui intendiamo in qualche modo istituire un rapporto.
[Dialogante 1]                  Hai colto nel segno. Mann è sempre stato per me l’autore che più di ogni altro ha saputo collegare metaforicamente il diverso, unificando tramite il pensiero fenomeni che nulla sembrano avere in comune, come la storia di una famiglia di commercianti lubecchesi e la crescente consapevolezza individuale della fine di un ciclo storico, o una nuova tecnica musicale e il crollo fisico e morale della cultura germanica ed europea in genere intorno alla metà del secolo scorso, o ancora la vita in un sanatorio alpino e l’analisi di una società al tramonto. Ma non è tanto la forza metaforica di questa tratta a convincere il lettore dell’epoca manniana quanto la solidità strutturale di ambo i piani della metafora, quello della vicenda realisticamente narrata e l’altro, dell’analisi culturale simboleggiata.
[Dialogante 2]                  A sentirti parlare sembreresti uno studente di germanistica invasato del suo autore preferito.
[Dialogante 1]                  A parte il fatto che lo sono stato una sessantina di anni fa e tuttora lo sarei se mi occupassi ancora di germanistica, posso dire che l’antica fiamma non si è mai spenta, e la ritrovo oggi per esempio in un giovane collaboratore mio e del Centro Metaculturale, di cui faccio volentieri il nome: Dario Peluso.

martedì 31 dicembre 2013

Tratta II.1 – Cum grano salis


II.1.
[Dialogante 1]                  C’è un’espressione di Thomas Mann che mi capita spesso di citare:
“Beziehung ist alles” (“Il rapporto è tutto”)
[Dialogante 2]                  Non la trovo granché originale.
[Dialogante 1]                  Non lo è senz’altro. Ma mi sembra uno dei pochi casi che giustifichino un uso del verbo essere senza implicazioni ontologiche.
[Dialogante 2]                  Non ti capisco.
[Dialogante 1]                  Voglio dire che lo giustifichino proprio perché in questo caso l’assolutezza di quel ‘tutto’ è relativizzata dal sostantivo ‘rapporto’ che non designa nulla di concreto (e neppure di astratto, ma resta come fluttuante in un vuoto di significato).
[Dialogante 2]                  Non credi di esagerare in sottigliezza interpretativa?
[Dialogante 1]                  Non penso. Credo invece che alle parole, sia quando le inviamo che quando le riceviamo, vada riconosciuta tutta la potenzialità comunicativa di cui siamo capaci.
[Dialogante 2]                  Condizione difficile da realizzarsi!
[Dialogante 1]                  Naturalmente da intendersi cum grano salis.

sabato 30 novembre 2013

No a un’economia dell’esclusione



Andrés Rábago, "El Roto" – "Ci doveva capitare un papa cristiano! Ma che disgrazia!"

Comenteremo in questi prossimi giorni qualche piccola convergenza. Poi, a revisione conclusa, parleremo della trasferibilità.

lunedì 18 novembre 2013

Tratta I.6 – Inveterata consuetudine politica



[Dialogante 1]                  Prova con un’altra. Che la guerra non sia altro che la versione umanizzata della competizione o della lotta per il territorio, seppure si tratta di due meccanismi indipendenti?

[Dialogante 2]                  Interpretazione ai limiti dell’ovvio e proprio per questo assai poco interessante.

[Dialogante 1]                  Le interpretazioni hanno da essere ‘interessanti’, non basta che siano più o meno ‘vere’?

[Dialogante 2]                  Proprio tu ci vieni a parlare di ‘verità’, da quel relativista che sei?

[Dialogante 1]                  Non nego la validità del concetto di ‘verità’, se ne restringiamo il campo agli UCL. Comunque hai ragione: sarebbe meglio se riuscissimo a dare una fondazione più formale a questo concetto, come abbiamo fatto in matematica.

[Dialogante 1]                  Secondo te un fondazione formale sarebbe più affidabile di una basata sull’esperienza concreta?

[Dialogante 2]                  È ciò che divide la fisica sperimentale da quella teorica. Per parte mia sarei più interessato alla fisica teorica… se le mie scarse conoscenze mi permettessero di capirla. In ogni caso penso che la fisica, per essere credibile e soprattutto praticabile abbia bisogno di una doppia convalida: dall’alto di una teoria e dal basso di una pratica quotidiana.

[Dialogante 1]                  Perché parli di ‘basso’ e ‘alto’?

[Dialogante 2]                  Per inveterata consuetudine politica…

[Dialogante 1]                  E perché non te ne liberi?

[Dialogante 2]                  E perché dovrei?

[Dialogante 1]                  In omaggio a IMC*.

* Ipotesi Metaculturale v. pag.

domenica 17 novembre 2013

Tratta I.5 - Salvi sia le carte che il collo



Joseph-Ignace Guillotin


[Dialogante 1]                  Sicché, una tratta avrebbe senso per te solo se collega due concetti non ovvi –e anche le tratte avrebbero da essere non ovvie– ma neppure incompatibili l’una con l’altra.

[Dialogante 2]                  E così, se lo fossero –incompatibili– e noi volessimo passare dall’una all’altra, non ci sarebbe che da imbrogliare la carte o rompersi l’osso del collo?

[Dialogante 1]                  Forse, procedendo per gradi intermedi, potremmo riuscire…

[Dialogante 2]                  Bravo! Sempreché l’incompatibilità non sia assoluta…

[Dialogante 1]                  …nel qual caso basterebbe disconoscere gli assoluti e sarebbero salvi sia le carte che il collo.

[Dialogante 2]                  Purtroppo sono in pochi a essere disposti a rinunciare agli assoluti e preferirebbero la rottura del collo –possibilmente di qualcun altro…

[Dialogante 1]                  …vuoi dire la guerra?

[Dialogante 2]                  Così si è sempre fatto. Non mi chiedere perché. Ti dovrei rispondere: per l’imbecillità umana, ma mi rendo conto che una tale risposta sarebbe del tutto inadeguata. 

sabato 9 novembre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

L'ideologia, malattia grave

venerdì 18 ottobre 2013

Tratta I.4 – Le menzogne sono permesse


4.

[Dialogante 1]                  Penso che ragionamenti di ogni genere valgano, mutatis mutandis, per ogni coppia di concetti, comunque scelti in UMC.*
[Dialogante 2]                  Avanti allora... Siamo ancora nell’ovvio, da cui è assai difficile uscire, tanto è vero che c’è da chiedersi se il gioco vale la candela…
[Dialogante 1]                  E vorresti abbandonare la partita prima ancora di averla cominciata?
[Dialogante 2]                  No, abbandoniamo però UMC, evitiamo le generalizzazioni che non portano a nulla. Atteniamoci agli UCL** controllabili.
[Dialogante 1]                  Perché, non lo sono tutti?
[Dialogante 2]                  Non vedo perché lo dovrebbero essere. Le menzogne sono permesse.
[Dialogante 1]                  Non si potrebbe proibirle?
[Dialogante 2]                  Pensi che ti darebbero retta?


* Universo Metaculturale

** Universi Culturali Locali

martedì 15 ottobre 2013

Tratta I.3 – 'Musica del cavallo'




3.
[Dialogante 2]                  Propongo di entrare in argomento.
[Dialogante 1]                  Quale?
[Dialogante 2]                  Uno di quelli già trattati nelle Indagini, per esempio la Musica, che oltretutto ha per noi diritto di priorità.
[Dialogante 1]                  Bene. Da quanto indagato finora risultano tratte dalla musica verso la logica, la semiotica, la psicologia, la matematica, non però verso l’ippica o la culinaria; per quanto siano note musiche conviviali e, nel Combattimento di Tancredi e Clorinda, compaia anche una ‘musica del cavallo’. Mi viene il sospetto che, con un po’ di buona volontà sia possibile costruire tratte musicali a punti qualsiasi, pertinenti ad argomenti qualsiasi.
[Dialogante 2]                  Questo svilirebbe qualsiasi tentativo di ricerca in questa direzione…
[Dialogante 1]                  …tanto da farci passare senz’altro al punto seguente.

sabato 12 ottobre 2013

Tratta I.2 – Decisamente troppe




[Dialogante 1]                  Mi domando: ma, se gli argomenti sono infiniti e di conseguenza le tratte stesse sono infinite, anche la semplice loro enumerazione lo sarebbe altrettanto, a meno che gli argomenti o anche uno solo di essi non siano composti da infiniti punti, da cui far partire infinite tratte… In questo caso avremmo a che fare con ∞2, decisamente troppe.


Forse è meglio saltare questo secondo punto.

mercoledì 9 ottobre 2013

Tratta I.1 – …il libro è impossibile…



I.1.

[Dialogante 1]                  E perché non lo scriverai?
[Dialogante 2]                  Per due ragioni:
1)    Per raggiunti limiti di età
2)    Per l’’illimitatezza dell’argomento
[Dialogante 1]                  E qual è questo argomento?
[Dialogante 2]                  Appunto le tratte; le congiungenti tra due argomenti qualsiasi e, poiché gli argomenti sono infiniti ed io finito, non finirei mai di scriverlo.
[Dialogante 1]                  Quindi il libro non verrà mai scritto?
[Dialogante 2]                  Anche qui ci sono più possibilità:
1)    O lo scriverà qualcun altro che troverà il modo
2)    O non lo scriverà nessuno
3)    O si scriverà sa solo
(in questo caso la mappa è il territorio)
[Dialogante 1]                  Eppure mi risulta che hai già cominciato a scriverlo.
[Dialogante 2]                  Alludi alle Indagini Metaculturali?
[Dialogante 1]                  Quelle e poche altre cose.
[Dialogante 2]                  Ma lì si tratta tutt’al più di alcuni degli infiniti argomenti tra cui costruire delle tratte. Il lavoro è ancora tutto da fare. E io, più che qualche sparuto accenno non saprei fornire.
[Dialogante 1]                  Quindi, siccome chiunque altro si troverebbe nelle identiche tue condizioni, il libro è impossibile…
[Dialogante 2]                  … a meno che non si scriva da solo, uomini permettendo.

Tratte



Cominciamo qui la pubblicazione del successivo Quaderno metaculturale, le Tratte, con il sottotitolo                               Appunti in forma di dialoghi con alcune parentesi  per un libro che non scriverò mai.

Sono abitualmente organizzate in gruppi di sei – sestine.

giovedì 19 settembre 2013

Dunque, la verità è una relazione!



– Un passo verso l'era metaculturale?
– No! È un primo passo nell'era metaculturale.

giovedì 12 settembre 2013

Ringraziamenti


600

A. (Per il solo libro dei postini) a: 
Fernando Sanchez Amillategui (curatore dei sette volumi delle Indagini Metaculturali e del Blog-Oblò a me dedicato); Letizia Marchetti, Eva Serena, Stefano Pace, Alberto Pezza (operatori del CMC), Dario Peluso (revisore del testo).

B. (per l’insieme delle Indagini Metaculturali)
Al Centro di ricerca e sperimentazione metaculturale: Angelo Bernardini (presidente), Alberto Pezza (vicepresidente), Rosella Salari, Stefania Salari, Eva Serena, Letizia Marchetti, Raoul Collepiccolo, Walter Cittadini, Adonella del Bufalo (operatori del CMC), e ancora: a Sandro Pamini, Domenico Cardone, Gianluca Taddei, Emanuele Pappalardo (collaboratori) e soprattutto a mia moglie Paola Bučan (coordinatrice di tutte le attività), a Fernando Sanchez Amillategui e Oliver Wehlmann (curatori delle edizioni).

Un sentito grazie alle centinaia di coloro che hanno partecipato fin da piccoli alle nostre attività, sostanziandole di esperienze concrete. Tre soli nomi per tutti: Carlo Savo, Rinaldo Settimi, Roberto Bartoli.

Grazie infine ai molti collaboratori di ogni parte d’Italia che hanno dato un forte impulso ai progetti del CMC, nonché Giorgio de Martino, Patrizia Conti e Edoardo Lattes per il bel libro che hanno voluto dedicare al mio lavoro.

Cantalupo, 10 aprile 2011

Fine dei Postini