La parola alla nostra amica e collaboratrice Claude Cazalé-Bérard (vedere le puntate precedenti) ...
Peut-être/ Può essere
Il poeta francese
Claude Vigée che ha appena festeggiato l’ottantottesimo compleanno ci regala come augurio, in questi primi giorni dell’anno, parole pulsanti di vita verso l’“origine futura”.

Car toute chair s’arrache et brûle
et se détruit pour être.
A l’abîme répond
la puissance de naître.
(« Le solstice d’hiver », Mon heure sur cette terre,
Poésies complètes 1936-2008, Paris, Galaade, 2008, p. 531)
Perché ogni carne si strappa e ardee si distrugge per essere.All’abisso rispondela potenza del nascere.
(traduzione nostra)
Parole del poeta che condensano ritmicamente il messaggio di un’opera compiuta come una poetica del vivere, come la “
quête” di una pienezza esistenziale della parola, come la realizzazione nel tempo della trascendenza, come l’inveramento dell’eterno nel presente dove lottano e si congiungono passato e futuro, dove convergono finito ed infinito, dove combaciano in una estrema stretta creatrice umano e divino.
Jacob affronte l’ange et dicte la paix sainte –
La récompense est pour celui qui sait dompter le temps.
*
La secrète, ineffable, exaltante présence
Que nul homme n’affronte et ne peut éviter,
Celle qui porte en l’âme une sérénité
Longuement attendue au milieu du silence.
(« Trois nocturnes », p. 89)
Giacobbe affronta l’angelo e detta la pace santa –
La ricompensa è per colui che sa domare il tempo.
*
La segreta, ineffabile, esaltante presenza
Che non un uomo affronta né può evitare,
Quella che mette nell’anima una serenità
Lungamente attesa nel mezzo del silenzio.
(traduzione nostra)
Per un incontro più completo con Claude Vigée, si vedano le pagine a lui dedicate sulle riviste
online «
Testo e Senso», 8 - 2007 e «
Temporel», 6 - 2008,
Poésie, existence, spiritualité.